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Allerta truffa

Finto carabiniere al telefono nel 2026: come riconoscere e fermare la truffa

Team GhostCallers 3 min di lettura

La scorsa settimana è arrivata di nuovo un’ondata. Una coppia di anziani di Bologna, entrambi sopra i settantacinque anni, ha ricevuto una telefonata poco prima delle 19. Sul display: 112. Dall’altra parte un “Maresciallo”, voce calma, italiano impeccabile. Lei si è bloccata, lui anche — e alla fine hanno consegnato a un “collega in borghese” contanti e gioielli per “messa in sicurezza”. Danno: 54.000 euro più ori di famiglia.

Storie come questa nel 2025 si sono ripetute migliaia di volte. Il finto carabiniere (o falso poliziotto) è la truffa telefonica più segnalata in Italia — con danni stimati in centinaia di milioni di euro all’anno secondo i dati della Polizia di Stato. E continua a funzionare perché i truffatori usano più tecniche insieme.

Come si svolge la chiamata

Prima il Caller ID: sul display compare il 112, oppure il numero di una caserma locale reale. Lo spoofing è tecnicamente banale e in Italia non viene ancora bloccato in modo affidabile. Se chiama il 112, l’istinto è uno solo: vero.

Poi la storia. Il “Maresciallo” racconta di una banda di rapinatori appena fermata — e sulla lista trovata addosso a loro c’è il vostro indirizzo. La retata è ancora in corso, i vostri valori sono in pericolo immediato. La soluzione: un collega in borghese passa a casa e mette al sicuro “provvisoriamente” denaro, gioielli e titoli.

Poi il silenzio imposto: non dovete parlarne con nessuno — né familiari, né la banca, né i vicini. “Segreto istruttorio.” In realtà è un classico meccanismo di manipolazione, per isolare la vittima dal correttivo sociale.

E infine la consegna: un corriere in abbigliamento scuro arriva alla porta, prende una busta o un sacchetto e sparisce. A volte con un’auto pulita, a volte a piedi. Il denaro 20 minuti dopo è già stato inoltrato.

I segnali — in breve

  • I Carabinieri non chiedono mai denaro o oggetti al telefono. Mai. Punto.
  • I veri carabinieri non vengono in borghese a ritirare valori senza preavviso ufficiale. Se qualcuno lo fa, non è un carabiniere.
  • Il vero 112 non dice mai “Non parli con nessuno di questa cosa”.
  • “La banda ha il suo indirizzo” + fretta = riaggancia subito.
  • Chiede saldi del conto o messa in custodia = riaggancia subito.

Cosa fai se ti arriva la chiamata

  1. Riaggancia. Il più velocemente possibile. Non devi essere gentile.
  2. Chiama tu il vero 112 — digitando il numero, non con il tasto richiama.
  3. Avvisa la famiglia, specialmente se hai parenti anziani con telefono.
  4. Sporgi denuncia ai Carabinieri della tua zona o presso un commissariato di Polizia. Puoi anche denunciare online alla Polizia Postale (commissariatodips.it).
  5. Segnala il numero su GhostCallers, così altri sono allertati.
  6. Segnala ad AGCOM (agcom.it). AGCOM emette sanzioni regolarmente.

Se hai già consegnato

Se i soldi sono già usciti: chiama subito la banca (il numero sul retro della carta, NON quello dato dal truffatore), blocca i conti, chiedi di stoppare i bonifici. Poi vai dai Carabinieri. Anche se in molti casi il denaro è perso, una denuncia aiuta a smantellare la rete.

I bonifici SEPA Instant in pratica nei primi 5–10 minuti a volte si fermano ancora. Dopo, raramente.

Perché proprio gli anziani?

Non per ingenuità — ma per cortesia generazionale. Chi è cresciuto con il telefono come strumento di comunicazione serio e formale non riaggancia di colpo. Chi ricorda quando la Polizia chiamava davvero per cose serie non ha il riflesso di dubitare. I truffatori scelgono dagli elenchi e dalle Pagine Bianche persone con nomi anagraficamente “anziani”.

Cosa aiuta: la famiglia. Un discorso esplicito del tipo “Se ti chiama qualcuno e dice ‘sono dei Carabinieri e mi servono i suoi soldi’, è SEMPRE truffa.” Questa singola frase nel 2025 ha dimostrato di prevenire migliaia di consegne.


Hai ricevuto una chiamata simile? Cerca il numero su GhostCallers e lascia la tua segnalazione. Probabilmente non eri il solo.